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IL SESTO UOMO IN CAMPO Il movimento dei tifosi nasce quando ultimato il PalaLanzi la locale squadra di basket può finalmente giocare il campionato di promozione nel proprio paese. I primi supporter sono per lo più i ragazzi del locale oratorio e del circolino, alcuni dei quali militanti nelle squadre giovanili della società, un gruppo di amici che vedeva la patita come un occasione per fare baldoria. Il tutto nasce così, da questa compagnia di ragazzi che col tempo si viene ad ampliare in modo considerevole. Così come è cresciuta la squadra in questi anni anche i tifosi si sono organizzati via via fino a diventare una realtà solida e compatta. Dai primi anni della C2 i sostenitori del Basket Castelletto cominciano ad essere un gruppo numeroso, spesso presente anche in trasferta e che ha raggiunto una propria “professionalità” grazie soprattutto all’impegno di alcuni ragazzi, conosciuti nel gruppo come capi storici, che dedicano buona parte del loro tempo libero alla creazione di coreografie e attività di contorno alle partite. Nel 1996 la tifoseria organizzata si riconosce nel nome di VIKING TICINO perché alcuni dei suoi più fedeli esponenti sono anche abituali frequentatori della curva nord dello stadio Delle Alpi, e decidono appunto di fondare uno Juventus Club a Castelletto aderendo a questo gruppo di tifosi della società bianconera. Viene dunque facile l’abbinamento tra il nome Viking e il nuovo nucleo organizzato del tifo castellettese. Nello stesso anno, durante il primo campionato di C2, i Viking organizzano la prima trasferta a Tortona: per l’occasione sono almeno una trentina i ragazzi che seguono la squadra lontano dalle mura amiche a bordo di un vecchio pulmino e alcune auto. Con il passare del tempo la presenza dei Viking in trasferta è costante. Ormai questi ragazzi hanno girato tutto il nord Italia al seguito della squadra sia durante il campionato che durante i play off. Le finali vinte in trasferta (C2 a Serravalle, C1 a Saronno) sono state seguite almeno da 300 tifosi castellettesi e la finale di B2 ad Argenta ha visto la presenza di almeno 250 tifosi giallo blu che hanno seguito la squadra di mercoledì per aiutare la compagine del presidente Verdina a raggiungere l’ennesimo traguardo. In questi anni i tifosi hanno rappresentato con il loro calore e i loro colori il cosiddetto sesto uomo in campo, rendendo il PalaLanzi una bolgia infernale da cui quasi nessuna squadra ne è uscita indenne. Questa forza è rappresentata al meglio dai numeri che testimoniano come i giallo blu hanno fatto loro 49 delle ultime 52 partite casalinghe, rendendo il proprio fortino quasi inespugnabile; non a caso il PalaLanzi è stato definito come una “piccola Salonicco”. Con il passaggio in B1 e l’abbandono del mitico PalaLanzi alcuni componenti del gruppo si fanno da parte e all’interno della tifoseria assistiamo ad un lento e graduale ricambio generazionale. L’impatto con l’immenso PalaPiantanida è tremendo ma i Viking non mollano e festeggiano l’agognata salvezza in quel di Mestre dov, nonostante il giorno feriale, sono almeno una quarantina gli ultras giallo blu al seguito della squadra. Ad inizio 2003 il campo di gioco diventa il PalaBattisti di Verbania. Le dimensioni ridotte dell’impianto e le tribune a ridosso del terreno di gioco permettono alla tifoseria di farsi sentire notevolmente nel corso della partita. Incredibili i pienoni in occasione di gara 3 di semifinale contro Casale e della storica partita promozione contro Trapani. In queste stagioni di B1 i Viking hanno fatto il giro della penisola. Da ricordare le trasferte di Montegranaro per la semifinale di Coppa Italia, di Rieti in occasione della finale e di Trapani per gara 2 della finale play off. Dopo la storica prima promozione in serie A e la successiva vendita del diritto a Caserta il gruppo si divide. Una parte di irriducibili decide di continuare a seguire la squadra mentre alcuni, pochi per la verità, decidono di lasciare amareggiati e delusi dalle vicende estive.La stagione partita tra lo scetticismo generale si chiude con l’ennesima promozione che mette tutti d’accordo. La riconquistata, dopo soli 12 mesi, della LegAdue fa tornare l'entusiasmo ai massimi livelli. L'estate 2005 porta grosse novità. Il palazzetto è in via di completamento mentre sulle maglie arriva uno sponsor che ha fatto la storia della pallacanestro italiania, la Ignis. Le prime quattro partite vengono disputate a Varese, nello storico palazzo di Masnago. A fine Novembre il sogno si realizza. Dopo più di quattro anni si ritorna a giocare in paese e per l'inaugurazione subito il sentitissimo derby con Casale che nel Febbraio precedente, dopo gli scontri di Verbania, era costato la diffida a 4 ragazzi della curva. Davanti a 2500 spettatori, Castelletto fa suo il derby, ma la stagione si protrae tra mille sofferenze. La permanenza si decide all'ultima giornata a Jesi. Dopo una grande partita, i Viking posso invadere il campo e festeggiare una salvezza incredibile.La stagione seguente inizia nei peggiore dei modi. Dopo dieci partite la squadra si ritrova sola in fondo alla classifica con due punti e le partenze degli idoli Mossi e Rusconi fanno esplodere la contestazione nei confronti di Sacchetti, reo di aver fatto fuori due autentiche bandiere. Nonostante tutto i Viking non mollano e con la vittoria in casa su Ferrara arriva la svolta. Una serie di vittorie ci proiettano ad un passo dai play off. La salvezza, impensabile a Natale, viene celebrata nell'ultima casalinga con Sassari. Finito il campionato, per i tifosi giallo blù inizia la vera sofferenza. La società naviga in cattive acque, i debiti accumulati spingono la dirigenza verso il trasferimento a Novara. A quel punto si verificano una serie di circostanze (che ormai conoscete tutti!!!) che portano alla nascita di una nuova realtà. Si parte da un gradino sotto, dalla B1, con l'entusiasmo e con la consapevolezza di voler tornare quanto prima dove ci compete, dove meritiamo di stAre.
VIKING TICINO...OVUNQUE E COMUNQUE
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